il catasto del 1472

il testo

Francisco Cochapano ha in lo castello vechio de carpi una caxa cum il caxamento libero de la quantità de braza trentanove confina de sotto e da sira la stratta del comune, de sopra l’androna da doman fra Zohanne Zarlatini

la traduzione

Francesco Coccapani ha nel castello vecchio di Carpi una casa con un terreno libero e un fronte strada largo 39 braccia (20,46 metri). Confina a nord e a ovest con la strada del comune, a sud con l’androna*, a est con fra Giovanni Zarlatini

* L’androna è il fossatello che scorre sul retro degli edifici, in fondo al cortile e costituisce la rete per lo scolo delle acque piovane

Il documento registra circa novecento proprietà. Per ognuna è indicato il proprietario, la larghezza del fronte stradale e i confinanti. A quel tempo le strade non avevano una denominazione, come oggi e le registrazioni catastali erano ordinate per nome del proprietario, non per posizione nella città. Attraverso il confronto dei confinanti e l’orientamento dei confini stradali è stato possibile concatenare buona parte delle proprietà e ricostruire le schiere degli edifici. Il confronto con le mappe attuali ha poi consentito di individuarne la posizione esatta così da dare forma alla struttura urbana quattrocentesca di Carpi.

Carpi nel 1472 ricostruita elaborando i dati del catasto

il metodo utilizzato

via san Francesco, lato nord

1 - individuazione della sequenza delle proprietà confrontando i confini e gli orientamenti. (il codice rappresenta la posizione della iscrizione nel documento. Per esempio: Christoforo Melloni é iscritto alla pagina 335, sul retro (verso), in quinta posizione contando a partire dall’alto.

2 - disegno, in scala 1:1000, delle schiere edilizie riportando le misure scritte nel catasto (un braccio carpigiano corrisponde a 0,5247 metri)

3 - confronto con le mappe attuali per trovare la corrispondenza dei confini tra le case e individuare la posizione esatta della schiera. Nell’esempio si sono trovate 11 corrispondenze (linee rosse). Soltanto due confini non combaciano (a causa di frazionamenti o ricostruzioni sopravvenuti) quindi l’ubicazione della schiera può essere considerata esatta.

archeologia della misura

Misurare significa costruire un legame tra qualcosa che si conosce (l’unità di riferimento) e qualcosa di nuovo che si apprende (ciò che voglio misurare). Quando il criterio diventa socialmente condiviso (tutti accettiamo di usare la stessa unità di riferimento) la misura diventa anche un sistema di comunicazione, un linguaggio comprensibile all’intero contesto sociale.

Il disegno della mappa di una città è un’attività che si regge sulla misura di ogni suo componente: strade, facciate di edifici, aree verdi. ecc. L’aspetto che ci interessa più da vicino, pensando alle città storiche, è che quand’anche un edificio antico venisse demolito o cadesse in rovina, l’averlo misurato ci consente di ricostruirlo o, almeno, di immaginarlo nella sua consistenza anche se ora non c’è più.

Ma c’è un’altra particolarità: la città è fatta di cittadini aggregati tra loro secondo certe modalità. Le case sono disposte in fila, lungo le strade ma, seppur contigue, hanno storie diverse. Così, nell’arco del tempo, alcune vengono ricostruite o sopraelevate mentre altre no. Possono cambiare i materiali e le forme ma quasi sempre rimangono inalterate le misure perché ogni edificio è condizionato dai propri confini.

Abbiamo quindi buone probabilità di scoprire la forma urbana delle città del passato semplicemente misurandone le dimensioni e tralasciando di considerare la consistenza materiale degli edifici attuali.

struttura di fondazione della città di Gela

geometrie

l’utilizzo di figure geometriche e la loro combinazione in forme più complesse è un criterio usato fin dall’antichità per mantenere il controllo della qualità del risultato, durante il procedere del cantiere. La scoperta di questi schemi aiuta a identificare il progetto originario e, per discordanza, le varianti che si sono succedute nel tempo.

duomo di Modena. partendo dal quadrato del presbiterio, ruotando la diagonale e il lato si definiscono tutti i particolari dell’edificio.

precisione e accuratezza

La misura: un percorso storico verso la precisione

Nel corso dei secoli, l’attività di misurare si è estesa a una gamma sempre più vasta di oggetti/fenomeni e si sono definiti criteri sempre più precisi.

Questa ricerca di precisione è stata determinata da due fattori (principalmente):

  • la necessità di descrivere (e valutare) realtà sempre più complesse;

  • il bisogno di ridurre l’errore.

Questi fattori hanno proceduto di pari passo con le scoperte scientifiche e tecnologiche le quali, a loro volta, hanno consentito di concettualizzare e realizzare strumenti sempre più sofisticati.

Cortile della casa del Mantegna a Mantova. Dal centro del cortile, osservando verso l’alto, il profilo circolare del primo piano coincide con quello quadrato del secondo e genera una forma geometrica regolare. Osservate anche la posizione delle finestre.

il rettangolo 1 - 2

Perché tante antiche misure agrarie hanno forma di rettangolo 2:1, cioè composto da due quadrati affiancati?

Una possibile spiegazione nasce da una struttura geometrica molto semplice: il rapporto tra un semicerchio e la sua corda.

Il semicerchio è una figura ancestrale, legata al ciclo del sole: sorge, compie il suo arco e tramonta.

Immaginiamo un semicerchio appoggiato su una linea orizzontale (la corda). In questa figura compaiono subito due direzioni fondamentali: la larghezza, data dal diametro, e l’altezza massima raggiunta dall’arco. La relazione tra queste due grandezze è precisa: la larghezza è il doppio dell’altezza. In altre parole, il rapporto interno al semicerchio è 2:1.

Se si vuole trasformare questa forma curva in qualcosa di misurabile e divisibile — ad esempio per organizzare un terreno — è naturale passare a una forma rettilinea che conservi questa proporzione. La soluzione più semplice è un rettangolo con lati in rapporto 2:1, cioè formato da due quadrati uguali accostati.

Questo rettangolo ha proprietà molto utili: mantiene una direzione (è più lungo che largo), ma resta semplice da suddividere e da ripetere. Per questo motivo rappresenta un ottimo “modulo” per organizzare lo spazio, soprattutto in ambito agrario, dove servono forme regolari, divisibili e facilmente allineabili.

Da qui si può capire perché, in contesti storici diversi, si ritrovino spesso unità di misura della terra con proporzioni simili: non necessariamente perché derivino tutte da una stessa origine culturale, ma perché convergono verso una soluzione geometrica semplice ed efficiente.

In sintesi, il rettangolo 2:1 può essere visto come la traduzione più immediata, in termini pratici, di una relazione geometrica fondamentale già presente nel semicerchio: quella tra base e altezza.

biolca carpigiana = 2854,42 metri quadrati

ossia un’area di 72X144 braccia ( un braccio agrimensorio = 0,5247 metri