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zohanne trombetta

Zohanne Trombetta è il banditore ufficiale di Carpi, colui che con il suono della sua tromba apre le giornate e dà voce agli editti. La sua figura è familiare e quasi simbolica: annuncia non solo ordini e urgenze, ma anche il ritmo della vita collettiva, «quel sottile miracolo quotidiano: l’essere insieme, come città»

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zohanne sellaro

Maestro sellaro di Borgo Forte, con bottega nei pressi del mercato vecchio, Zohanne è un artigiano di talento e di grande esperienza. La sua fama è cresciuta negli anni grazie alla collaborazione con i principi Pio, ai quali fornisce selle e finimenti sia per uso comune che per parate di lusso.

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zohanna d’andriolo

Zohanna vive a Carpi, nel quartiere di Sant’Antonio. Vedova da tempo, porta con sé il peso di una tragedia: la morte del marito, precipitato da una torre mentre lavorava in cantiere. Alla perdita si aggiunse l’ingiustizia: il proprietario, anziché prendersi le sue responsabilità, lo accusò post mortem di imprudenza.
Per Zohanna, quello fu il segno di un mondo ingiusto, capace di colpire due volte: con il dolore e con l’umiliazione.

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rizola

Rizola nasce a Ferrara, figlia di Nicolò, callegaro di mestiere. La peste travolge la sua città e porta via la madre quando lei è ancora bambina. La fuga verso Carpi, insieme al padre e al fratello, segna la sua vita: si trova straniera in un borgo che inizialmente non la riconosce, ma che impara a conquistare con dignità e lavoro.
Non eredita il mestiere paterno, ma nella bottega impara presto a conoscere il cuoio «come fosse una lingua» e trasforma quella conoscenza in arte.

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pollo da mantova

Pollo da Mantova è lo zio di Andrea, uomo imponente e rispettato, muratore di mestiere. La sua vita è segnata dal lavoro manuale, dalla concretezza e dalla volontà di costruire non solo muri, ma un futuro solido per sé e per la sua famiglia. Vive modestamente, ma con dignità, in una casa che lui stesso ha innalzato con fatica, mattone dopo mattone. L’arrivo di Andrea lo spinge a trasmettere ciò che ha imparato, con la saggezza e l’autorità di chi ha forgiato la propria esistenza nella pratica e nella perseveranza.

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pollo cavallini

Pollo Cavallini, di Sant’Antonio, è un uomo del popolo, cresciuto tra fatiche e lavori umili. Vive nella casa più piccola del borgo, costruita pietra dopo pietra con le proprie mani, su un minuscolo terreno guadagnato lavorando al fossato del castello. È un facchino, abituato a spostare macerie e pesi, ma la sua vita è segnata da un desiderio di riscatto: dimostrare di valere più del ruolo marginale che gli è stato assegnato.

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NICOLO’ BIONDO

Nicolò, nipote di Pollo Trombetta, cresce nel borgo di Carpi in una famiglia semplice ma solida, fatta di lavoro, fatica e dignità. Non possiede titoli né terre, ma eredita dalla sua gente il valore della concretezza e la capacità di osservare il mondo con occhi attenti. La sua formazione inizia nell’orto dei frati francescani, dove impara che il tempo, la pazienza e la cura quotidiana sono le prime leggi dell’intelligenza pratica.

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LUDOVICO GRILLENZONI

Ludovico incarna la tecnologia asservita al potere: l’idea che le macchine possano trasformarsi in strumenti di dominio anziché di libertà. La sua parabola — dall’entusiasmo alla furia, fino al fallimento — rivela la fragilità di un potere fondato sull’arroganza e sulla mancanza di visione comunitaria.

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LUCIA

Lucia vive con il marito Zohanne Trombetta in una casa semplice, posta all’incrocio tra borgo forte e borgo san Francesco. È una donna senza figli, che ha accolto il nipote Nicolò come fosse un figlio proprio, offrendo un rifugio stabile e affettuoso a un ragazzo che rischiava una vita incerta e senza radici.

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GABRIEL DA L’ULMO

Gabriel è un giovane falegname del convento, cresciuto tra il rumore delle seghe e l’odore della segatura. Uomo di mestiere, ha fatto della precisione e della pazienza le sue virtù. La sua bottega è il luogo dove il legno prende forma, ma anche dove nascono intuizioni che si intrecciano con i sogni di Nicolò e le visioni di Pietro.

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FRATE GUGLIELMO

Francescano del convento di Bologna, frate Guglielmo ha studiato matematica, geometria e architettura. La sua formazione lo rende un sapiente raffinato, capace di leggere proporzioni e simbolismi nascosti nelle pietre delle chiese come nei meccanismi delle macchine. A Carpi giunge per misurare la chiesa conventuale, ma ben presto il suo ruolo si amplia: da osservatore diventa parte viva di un gruppo di innovatori.

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FRATE BONAVENTURA

Decano del convento di Carpi, frate Bonaventura non ha mai ottenuto grande prestigio a causa delle sue idee vicine agli Osservanti. Colpito in gioventù dalle prediche di Bernardino da Siena, porta con sé una visione di Chiesa che non teme di confrontarsi con la realtà sociale ed economica del tempo. Pur non essendo pellegrino itinerante, vive il convento come luogo di servizio e di giustizia quotidiana.

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ANDREA BENTIVOGLIO

Andrea Bentivoglio appartiene a una delle famiglie più influenti di Bologna. Trasferitosi a Carpi per affari, porta con sé l’ambizione di moltiplicare il proprio potere e le proprie ricchezze attraverso l’innovazione industriale, in particolare legata alla seta e ai filatoi idraulici. La sua figura incarna il volto aristocratico del progresso: interessato alle possibilità tecniche, ma sempre in funzione del prestigio e del guadagno personale.

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CHRISTOFORO

Alto quasi 1,80 metri, mani e braccia robuste, abituate a sollevare pesi. Grembiule da fabbro contro le scintille che vengono dalla forgia. Occhi castani e capelli marroni ricciuti e corti.

Consapevole della sua competenza, disposto a lavorare per creare cose nuove. Introverso ma buono. Disponibile ad aiutare. 

E’ soprannominato “gucin” (spillino)

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PIETRO BARABANI

Pietro Barabani incarna l’ideale dell’ingegnere umanista: curioso e appassionato, ma anche

responsabile e lungimirante. È il custode di un sapere che non serve a pochi, ma che libera molti. La

sua figura mostra che l’innovazione, quando nasce da collaborazione e coscienza etica, diventa

strumento di giustizia e di speranza. È il volto della tecnica che si fa comunità.

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anna

Anna vive con il marito Pollo da Mantova in una casa semplice ma dignitosa. È una donna senza figli, che ha accolto il nipote Andrea come fosse un figlio proprio, offrendo un rifugio stabile e affettuoso a un ragazzo che aveva bisogno di trovare la propria strada, nella vita.

Anna rappresenta la forza nascosta della vita quotidiana: la capacità di tenere insieme la famiglia e la comunità attraverso gesti semplici e costanti. È la donna che non cerca visibilità ma diventa perno indispensabile: silenziosa ma essenziale, discreta ma insostituibile.

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andrea da mantova

Andrea è un giovane proveniente da Mantova, giunto a Carpi per costruirsi un futuro. È legato allo zio Pollo da Mantova, che gli offre una prima opportunità di lavoro e di apprendimento in città.

Andrea rappresenta la speranza giovane che alimenta i processi di innovazione sociale. È la testimonianza che i nuovi inizi, per essere fecondi, hanno bisogno di curiosità, coraggio e fiducia negli altri.

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